We Are All Migrants

ANNO 2016-2021 / “We Are All Migrants - Nel Mare” emerge come una potente collezione d’arte che riflette sulle esperienze di coloro che, sperando di raggiungere
una destinazione, ci hanno “lasciati” nei mari. L’opera propone una riflessione
profonda, sostenendo simbolicamente che tutte queste persone hanno
trovato una forma di reincarnazione nel mondo marino, rappresentate qui
come pesci. La serie sottolinea un messaggio critico sulla disuguaglianza globale,
notando come, mentre noi godiamo dei privilegi del capitalismo, molti altri
lottano per sopravvivere. L’invito a ricordare che siamo tutti migranti pone
l’attenzione su una connessione umana condivisa, andando oltre le differenze
per abbracciare un senso di empatia e comprensione. La collezione offre una critica implicita alla politica contemporanea, sottolineando che esistono possibilità di fare di più per affrontare le sfide dei migranti e garantire una distribuzione più equa delle risorse globali. Questo richiamo all’azione politica si inserisce come un invito a una responsabilità collettiva e a un impegno sociale più profondo. Il titolo “We Are All Migrants - Nel Mare” è un potente richiamo all’unità globale, suggerendo che le barriere geografiche non dovrebbero limitare la nostra comprensione e solidarietà reciproca. L’associazione tra migranti e pesci suggerisce una rinascita simbolica e offre uno sguardo diverso sulla situazione, mettendo in luce la resilienza e la forza di coloro che cercano una vita migliore. In conclusione, questa collezione si configura come un’opera d’arte che va al di là dell’estetica, abbracciando un messaggio potente e impegnato. “We Are All Migrants - Nel Mare” invita ancora ad una riflessione profonda
sulla nostra responsabilità collettiva, sulla condivisione delle esperienze umane e sulla necessità di agire per affrontare le sfide globali con azione e giustizia.

We Are All Migrants - Nell’Universo” si presenta come una provocante collezione d’arte che esplora la nozione di migrare nell’ambito cosmico, sfidando le convenzioni e mettendo in discussione il concetto di élite planetaria. La serie parte da una domanda audace, unendo figure come Kim Jong-un, Vladimir Putin, Barack Obama, Angela Merkel e Donald Trump, sottolineando che, nonostante la loro posizione di potere, potrebbero anch’essi essere migranti in un contesto più ampio? La serie si sviluppa come un’affermazione forte sulla comune umanità di fronte all’universo. L’idea che tutti, indipendentemente dal potere o dallo status iconico, migreranno quando il nostro pianeta giungerà al termine aggiunge uno strato di vulnerabilità e uguaglianza alla narrazione. L’utilizzo dell’espressione “SIAMO TUTTI MIGRANTI” unisce la diversità di figure, sottolineando un destino condiviso nella vastità dell’universo. Le opere propongono una prospettiva filosofica sul ciclo di colonizzazione e possibile distruzione di nuovi pianeti, evocando riflessioni sulla responsabilità e sulla lezione che l’umanità può apprendere dai suoi stessi errori. L’uso di “loro (i potenti)” aggiunge una sfumatura critica, suggerendo che l’élite potrebbe avere privilegi o una percezione diversa di questi processi cosmici. In conclusione, “We Are All Migrants - Nell’Universo” non solo sfida le nozioni di potere, ma offre una visione unificante dell’umanità come migrante nell’infinità dello spazio. La collezione diventa così un richiamo alla riflessione sulla nostra posizione nell’universo, sulla connessione tra individui e sulla necessità di affrontare il nostro futuro con consapevolezza collettiva.

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